Il muro di John Lennon

Imagine there’s no heaven

It’s easy if you try

No hell below us

Above us only sky

Imagine all the people living for today

 

Il muro di John Lennon, forse il più famoso di Kampa – l’isola verde che sorge nel cuore pulsante di Praga, a due passi dal castello e dal Ponte Carlo – nasce appena dopo l’assassinio del mitico cantante (1980), quando qualcuno – sfidando le rigide e spaventose leggi dell’ex regime comunista – dipinse su una pietra dell’acquedotto pubblico, quasi a ricordare una lapide, il volto del leader (o il vero leader era Paul?) dei Fab Four.

In breve tempo il muro si riempì di scritte, disegni e citazioni pacifiste e divenne il punto di ritrovo di una giovane comunità che, in questo modo, voleva ribellarsi al regime totalitario.

Ai testi delle canzoni dei Beatles si affiancarono ben presto slogan espliciti e accusatori nei confronti del regime comunista e di tutto ciò che esso rappresentava: da parte sua, il regime – guidato dal politico cecoslovacco Gustáv Husák – tentò più volte di nascondere gli slogan e i disegni ritinteggiando il muro che, puntualmente, ritornava a coprirsi di scritte e murales.

Quel muro simboleggiava, e simboleggia tutt’ora – anche se con dinamiche differenti -, l’adesione alla lotta pacifista incarnata dalla figura di Lennon e simbolicamente stroncata dal suo assassinio.

Giovani da tutto il mondo, in visita nella città di Praga, si trovavano ad omaggiare il cantante scomparso e ad aderire al messaggio di pace ed uguaglianza di cui era allegoria.

 

Imagine there’s no countries

It isn’t hard to do

Nothing to kill or die for

And no religion too

Imagine all the people living life in peace

 

Forse da questo simbolo nacque la vera forza che portò, nel 1989, in occasione di una manifestazione studentesca, un gruppo di giovani liceali e studenti universitari a chiedere pacificamente, anche se le risposte della polizia furono tutt’altro che pacifiche, maggiore democrazia.

In pochi giorni, dal 17 al 20 novembre, i manifestanti crebbero da poche migliaia a quasi mezzo milione, unite da un’ideale anti-comunista: questo diede il via ad un periodo storico noto come “Rivoluzione di Velluto” che, attraverso una serie di manifestazioni non violente, portò alla caduta del governo comunista e all’instaurazione, nel dicembre dello stesso anno, del primo governo largamente non comunista della Cecoslovacchia – dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. 

You may say I’m a dreamer

But I’m not the only one

I hope someday you’ll join us

And the world will be as one

Ad oggi il muro è ancora molto amato dagli abitanti di Praga e dai turisti, sia per il suo messaggio che per la sua storia turbolenta che si è svolta a colpi di vernice.

Non lo troverete mai uguale: il muro cambia continuamente sotto i pennelli e gli spray di writers e artisti di strada, nonché pennarelli di viaggiatori di tutto il mondo.

La piccola lapide è però quasi sempre dedicata all’immagine di John Lennon, come un posto in cui il suo ricordo sarà onnipresente.

Clamorosamente, nel 2014 il muro venne imbiancato, non dalla polizia ma da un gruppo di street artists che vi scrisse “The wall is over”, con riferimento alla caduta del muro di Berlino – ben presto la scritta venne trasformata in “The war is over” (la guerra è finita, chissà…) e le pareti tornarono a risplendere dei mille colori della rivoluzione pacifica. 

Imagine no possessions

I wonder if you can

No need for greed or hunger

A brotherhood of man

Imagine all the people sharing all the world

 

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2 thoughts on “Il muro di John Lennon”

  • Ciao Martina, eccomi qua!
    L’articolo mi è piaciuto moltissimo, esprime alla perfezione ciò che il muro rappresenta.
    La prima foto l’avevo vista su Instagram, bella bella!
    Prima della scorsa estate ero andata “in pellegrinaggio” al muro una sola volta, invece adesso mi piace farci un salto ogni volta proprio per vedere come sia cambiato nel corso dei mesi. Ho cercato di rifotografare gli elementi uguali o comunque simili, appena riesco a scrivere di Praga li metterò a confronto.
    Buona giornata, non vedo l’ora di leggere il resto!

    • Ciao Celeste! Grazie per le belle parole, da un’estimatrice di Praga come te vuol dire tanto 😉 Quello che vuoi scrivere è un’articolo curioso e interessante, il luogo è davvero troppo bello e conoscendone il significato diventa anche emozionante: un simbolo importante di storia quasi contemporanea di un Paese tutto da scoprire 🙂
      Spero di leggere presto il tuo post e intanto penso alla “fontana di birra” 🙂 un abbraccio!

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