Ascoli Piceno – Curiosità sulla Chiesa di San Francesco

Adoro la parola Serendipità, dal termine inglese coniato nel ‘700 “serendipity”, essa descrive lo “scoprire qualcosa di inatteso e importante che non ha nulla a che vedere con quanto ci si proponeva o si pensava di trovare” o “la fortuna di fare felici scoperte per puro caso”.

A proposito di questo, durante la mia ultima gita nel capoluogo marchigiano mi è capitato di essere avvicinata da un ometto (si chiamava Gigi, ben vestito, perfettamente sbarbato, avrà avuto non meno di 70 anni), mentre osservavo delle colonne, curiosamente rovinate, che adornano l’entrata principale della Chiesa di San Francesco – uno degli edifici più importanti e visitati di Ascoli Piceno.

foto presa in prestito http://members.aon.at/claudias-fotoreisen/hp/itpics.htm

Le colonne sembravano essere state volutamente frantumate alla medesima altezza, uno scempio – ho pensato – chi può mettersi a deturpare una maestosa chiesa, insomma sarà stata un gioiello anche al tempo della sua costruzione! (n.d.a. tra il 1200 – 1300).

Gigi mi ha invece spiegato, e attenti: questa curiosità non si trova da nessuna parte sul web!, che chi costruì le colonne in travertino, pietra tipica della zona dell’Italia centrale, ha volutamente praticato in esse dei fori, di grandezze differenti e che, quindi, colpendole esse producono dei suoni differenti.

Insomma una specie di gigantesco xilofono che, in segno di festa, era uso colpire a suon di martellate prima di prendere parte alla funzione.

Oggi, ovviamente, non ci si può nemmeno avvicinare con un martello ad un edificio che è parte del patrimonio artistico della nostra penisola: provate, tuttavia, a dare dei colpi con le nocche, bussate… ed ecco la magia 🙂

Ecco l’ultima chicca: tornate in Piazza del Popolo e guardate in alto, tra i due campanili della Chiesa.

L’avete visto? I vostri occhi non vi stanno ingannando: quello è un fallo! 

La spiegazione “ufficiale” e condivisa dagli storici è che la strana scultura sia un betilo, ossia una pietra a cui si attribuisce una funzione sacra in quanto considerata la dimora di una divinità o una divinità stessa. Una spiegazione “ufficiosa” è invece quella che attribuisce la presenza del fallo ad un muratore che lavorò alla Chiesa e che rimase scontento del pagamento.

In questo articoletto trovate di più!  

Qualunque sia la spiegazione reale, la vista del fallo della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno vi stapperà un sorrisetto e un sogghigno! 

http://www.guideturistichefermo.com/ascoli-curiosa.html

 

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Buon viaggio!



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